13/06/11

Testo del discorso tenuto la mattina del 12 giugno 2011 a Fratta Polesine per la commemorazione di Giacomo Matteotti di Bobo Craxi.

Onorato della gentilissima concessione dell'autore, pubblico volentieri.

Giacomo Matteotti non fu  solo un puro eroe: è un uomo di azione e di intelletto a cui l’eroismo aggiunge solo grandezza. «Nella vita e nelle opere di Matteotti - c’è un insegnamento ancora oggi attualissimo: l’importanza della politica vissuta come fede e ideale, scienza e cultura, in diretto rapporto con la  propria intelligenza e le proprie convinzioni, senza nessuna concessione agli opportunismi, alle consuetudini, alle credenze, ai miti del tempo; la politica come dovere morale e creazione dell’uomo, la politica come volontà e azione». Non sono più i tempi tragici in cui visse, ma gli ideali di Matteotti sono ancora validi ,Essi  non hanno preso forma, peggio ancora sono finiti nelle mani di uomini e forze politiche che della nobiltà del riformismo socialista non hanno nemmeno una pallida idea ma che tuttavia fanno della coperta riformista lo scudo attraverso coprono il vuoto della inazione politica e del superficiale mantenimento del potere. Un potere senza principi, senza valore , senza Storia. Per questo la figura di Giacomo Matteotti  non rappresenta soltanto  per noi socialisti italiani la figura del “grande martire” come ebbe a definirlo Sandro Pertini, ma incarna la figura tragica un tempo del riformista inascoltato ed osteggiato in seno al Movimento operaio ed al tempo stesso il coraggioso oppositore di un totalitarismo che andava imponendosi con la forza al quale volle contrapporre una visione addirittura anticipatrice e moderna della democrazia nel solco di quella che poi si impose come una visione riformista della società. Egli oggi a distanza di anni è martire condiviso nella memoria di tutti gli italiani che con l’occasione del centocinquantesimo dell’Unità hanno ripercorso le tappe più significative della nostra Storia, e nelle pagine più tragiche e dolorose s’inscrive di diritto il delitto politico più efferato del ventennio fascista. Il delitto su cui la storiografia a lungo si è interrogata al pari dell’opinione pubblica dell’epoca. Delitto su commissione , certamente, ma delitto per le denunce contro i brogli o le violenze fasciste del 24’ o delitto per chiudere la bocca al deputato che si apprestava a denunciare uno scandalo che avrebbe lambito o colpito la monarchia. Va detto che in questa vittima del fascismo si identificò sempre nella storia solo una parte della sinistra italiana, quella socialista. Fu sprezzante il giudizio che di lui diede Antonio Gramsci pochi giorni dopo il suo funerale definendolo il “pellegrino del nulla” il difensore di una causa inutile,  ovverossia sbagliata perduta in partenza quella del riformismo che più avanti culminò con la scomunica generalizzata da parte della terza internazionale sovietica che lo definiva “social fascismo”. Fu il segretario del Partito Comunista Luigi Longo che definì la morte di Matteotti “ tanto più tragica perché segna il fallimento della sua concezione,del suo partito, del suo metodo”. La verità è che Matteotti fu  un riformista moderno che mentre il partito socialista si lacerava tra divisioni e scissioni («sempre pro o contro il coccodrillo russo» diceva Anna Kuliscioff) aveva idee chiare sulla democrazia come base della libertà, sulla forma e sui doveri del governo, sulla funzione dei partiti e dei sindacati, sul ruolo delle masse proletarie e cittadine. In un partito che parlava solo di classe, egli preferiva dire Nazione; in un partito che si riempiva la bocca solo di rivoluzione egli indicava i beni irrinunciabili della libertà e della democrazia. E’ stato indubbiamente un protagonista di un momento fondamentale della vita del nostro paese. Il Primo ventennio del Novecento che vide la crescita tumultuosa della democrazia e della partecipazione popolare e poi, nel periodo drammatico che precedette e seguì il primo conflitto mondiale, con la crisi ed il crollo delle istituzioni liberali. Fu un uomo del post-risorgimento, come ha osservato lo storico Romanato  che appartiene alla generazione dei Prezzolini dei Papini di coloro a cui importava innanzitutto il futuro e non il passato. Uomini ribelli ed inquieti. Egli proveniva da una famiglia ricca ma viveva in una provincia povera, depressa; Fu questo contrasto che lo spinse a divenire socialista, ed al tempo Socialismo era sinonimo di lotta di classe e di Rivoluzione. Fu un uomo che lottava per il proprio ideale e non contro l’avversario, “ abbattere la borghesia , scriveva è il meno, il più è costruire e preparare il socialismo dentro di noi”. Una retorica degna dell’epoca ma che tratteggia assai bene  un uomo politico d’azione che sviluppa e promuove la propria fede laica per la quale non sarebbe stata sufficiente una sola vittoria elettorale. Illuminante in questo senso è l’efficace commento con cui salutò il successo socialista nel polesine nel 1914 : “ La vittoria conseguita ci riempie di gioia, non già di per se stessa o per l’odioso e stupido senso di soddisfazione d’aver schiacciato l’avversario, bensì come strumento, come mezzo più facile ad una rinnovata propaganda tra i lavoratori che trovano nel Comune socialista la tutela contro la persecuzione padronale… Ricordiamo e pensiamo soprattutto che il socialismo non è tanto nella vittoria negativa pacifica o rivoluzionaria sopra i partiti della borghesia quanto piuttosto nella vittoria positiva sopra noi stessi, nell’educazione dei lavoratori nella capacità di decidere e di agire senza tutela alcuna nell’interesse collettivo, nella attitudine a sacrificare l’apparente e immediato interesse personale al bene sociale di tutti i compagni di lavoro..”. Fu al fianco di Prampolini e Turati e nel nascente pensiero riformista che orientò successivamente la linea futura della socialdemocrazia italiana Egli ebbe modo di definire le possibilità alternative alla Rivoluzione comunista propugnata da Gramsci definendo una piattaforma di riforma democratica dello Stato, proponendo l’allargamento della partecipazione e dei controlli,assieme all’inserimento delle masse popolari nell’esercizio del potere non per via rivoluzionaria ma nel rispetto delle regole formali e degli avversari politici. Egli pervenne ad una visione in definitiva più moderna della società italiana dell’epoca anche in seguito a travagli successivi, ma operò sul piano teorico anche affinchè il partito Socialista Unitario si inserisse in un ambito politico più vasto e sollecitò diversi collegamenti di carattere internazionale al fine di portare il problema italiano all’attenzione dell’Europa. Era un uomo moderno. Fu questo suo amore per la libertà e la fierezza del carattere che lo portava a respingere ogni sopruso, a fare di lui il primo e il più tenace avversario del fascismo di cui vaticinò da subito il carattere violento e autoritario. La sua lotta in Parlamento, nelle piazze, sui giornali e sui libri, cominciò nel ’21 e da allora subì minacce, persecuzioni, attentati che culminarono nell’aggressione subita in questo stesso giorno di 87 anni orsono e nel successivo assassinio. Matteotti assieme ai socialisti riformisti di turati avevano colto l’essenza demagogica e pericolosa della svolta autarchica che i fascisti stavano per imprimere all’economia del nostro paese,imponendo tariffe doganali autonome, non negoziate con le altri nazioni per i consumi essenziali quali lo zucchero,le carni, la frutta, il petrolio. In un discorso del 1923 constatava che il contrasto reale non fu fra il Liberalismo ed il protezionismo che il regime voleva imporre per mettersi al riparo dalle speculazioni post-belliche quanto l’immanente contrasto fra gli interessi di classe “ chi è sempre svantaggiato e danneggiato resta il lavoratore-consumatore anche se gode di apparenti vantaggi momentanei.. lavoriamo quindi-diceva-per la libertà degli scambi e sollecitiamo ardentemente con l’opera nostra la formazione degli Stati Uniti d’Europa perché essi costituiscono un anticipo del Socialismo, eliminando tante deviazioni e contrasti apparentemente nazionali ma sostanzialmente capitalistici.” Quando più tardi Mussolini sciolse la legislatura si assicurò un parlamento più addomesticabile attraverso una legge maggioritaria di fatto anti democratica. Le elezioni nel 24 si svolsero in un clima di terrore , in molte province era stata impedita la presentazione di candidati socialisti, uno di essi il tipografo Piccinini di reggio emilia era stato barbaramente trucidato. Violenze allucinanti, bande armate avevano compiuto opera di intimidazione. Matteotti fu rieletto nel collegio Padova-Rovigo e quindi rieccolo ancora alla tribuna per rivendicare la dignità di un popolo schiavizzato e conculcato nei più elementari e sacri sentimenti di umanità e civiltà. Matteotti con il discorso del 10 maggio del 1924 si vota al suo olocausto. Egli proponeva che si invalidasse in blocco l’elezione di tutti i deputati del listone fascista e di conseguenza della XXVII Legislatura. La sua magistrale requisitoria aveva suscitato i furibondi sdegni dei fanatici pretoriani del Duce che si sentivano anche personalmente accusati quali ispiratori e condottieri delle bande a delinquere fasciste. Matteotti incurante delle interruzioni, degli insulti, delle minacce che lo investivano esponeva fatti, dati, nomi. Al presidente della camera che lo invitava a parlare “prudentemente” egli ribatté con la memorabile frase “ Io chiedo di parlare non prudentemente né imprudentemente ma psrlamentarmente..” Fu, probabilmente, un sacrificio cosciente. La frase pronunciata dopo il suo discorso di denuncia dei brogli e delle violenze con cui il fascismo aveva vinto le elezioni del ’24 - «e ora preparate il mio elogio funebre» - non era semplice retorica. Da tempo Matteotti aveva maturato la convinzione che non bastava più il sacrificio di tanti militanti, che bisognava portare lo scontro più in alto, a livello dei capi, dei dirigenti, che solo sangue eccellente avrebbe potuto risolvere la partita a favore della libertà. E anche in questo Matteotti fu profeta. Il ritrovamento del suo cadavere e l’arresto dei suoi assassini portò il governo di Mussolini in una situazione di crisi dalla quale lo salvò soltanto (ancora una volta) la fellonia del monarca che addirittura gli consentì di chiudere la brutale violenza contro un uomo con una violenza ancora più grande, contro tutto il popolo italiano, privato della libertà e condotto all’asservimento fino all’inevitabile catastrofe. «Se si fosse intesa fino in fondo la lezione di Matteotti – chiudeva il suo discorso Bettino Craxi – sarebbero stati evitati allora tanti errori e tante illusioni sopravvissute fino ai giorni nostri: la rivoluzione senza rivoluzione e senza cose da rivoluzionare; il riformismo senza politica, senza principi e senza ideali, il protezionismo comunque inteso, l’interesse particolare disgiunto dall’interesse generale». I Socialisti italiani non vivono nella martirologia tuttavia il bene prezioso della memoria storica orienta ed illumina le coscienze di chi vuole costruire il futuro, abbiamo di fronte a noi gli straordinari cambiamenti del tempo in cui viviamo e la velocità che è propria delle società moderne in cui noi viviamo ci impongono di adattarsi ad esse con sguardo e pensiero sempre nuovo e sovente diverso. Tuttavia resta per noi viva , nella coscienza di tutti i sinceri democratici che le conquiste della libertà sono state possibili anche attraverso il prezzo del sacrificio, del coraggio degli uomini che sentiamo lontani e che ci appaiono però tuttavia vicini per la freschezza e la lungimiranza del loro pensiero. Attraverso la rilettura di questa Storia riscopriamo che la libertà e la democrazia sono conquiste che si ottengono ogni giorno, che i valori ed i principi istituzionali che pensiamo essere garantiti dal nuovo patto Costituzionale diventano fragili se non si erge a loro presidio il richiamo ad un dovere del loro rispetto pressoché quotidiano. E nella maturità della coscienza democratica cresce anche la coesione sociale e civile di un popolo che compie i suoi 150 anni di storia unitaria ma che resta pur sempre un popolo di una nazione giovane.  Onoriamo per questa ragione questa mattina Giacomo Matteotti, lo facciamo non per ragioni di retorica ma per il sincero amore che portiamo e continueremo a portare nei confronti dei grandi Socialisti e per i grandi italiani, lo facciamo con il sentimento che ci spinge sempre a legare il nostro passato con il nostro futuro, e la lezione della Storia della Patria rende meno aspro e meno buio il percorso che ci conduce verso l’avvenire.    

04/06/11

Voto Si e poi?

E’ facile essere moralisti, ecosostenibili, ambientalisti ed altruisti, basta votare SI al referendum del 12 e 13 giugno; SI, però dopo?

È facile votare SI contro il nucleare e contro una privatizzazione del servizio idrico, senza però accompagnare il voto con un sostanziale cambiamento del nostro stile di vita che sia in funzione di ciò che abbiamo sostenuto con il giudizio a noi espresso sulla scheda del referendum.

Quanti sanno davvero quanta energia sporca importiamo dall’estero e quanti sono davvero disposti a rinunciarvi?

Andiamo ai fatti.
Circa il 12% dell’energia elettrica che consumiamo in un anno è importato dall’estero, e quasi tutta questa energia viene prodotta d centrali Nucleari. Ciò significa che ogni nucleo famigliare sia esso di una o più persone, in un anno dovrà per logica e dovere morale e obbligo verso lo stato, consumare il 10% in meno almeno. Come? Diventando dei risparmiatori di energia; decrescendo allegramente nei nostri bisogni (che se li analizziamo bene, questi sono solamente dei finti bisogni inventati da logiche consumistiche spregiudicate di un mercato del superfluo).

Ecco alcuni esempi di risparmio, attenzione non occorre acquistare nulla di ciò che già avete, altrimenti che risparmio è?

1 - Non utilizzare l’auto (per chi ce l’ha) almeno 1 giorno alla settimana.
2- Evitate di usufruire della grande distribuzione (soprattutto il sabato e la domenica – vitatissimo-.)
3 – Usate le scale non l’ascensore.
4 – Spegnete le luci e dove fosse possibile usate solo 2 lampadine su 3.
5 – Evitate di usare gli attrezzi da cucina elettrici: Artusi faceva tutto a mano senza robot, microonde e frullatori ad immersione e ha fatto scienza in cucina.
6 – Un membro della famiglia a turno dovrà fare dieta vegetariana per 1 settimana, o più e se lo diventa per sempre tanto di guadagnato anche in salute.
7 – Un giorno alla settimana niente tv e cena a lume di candela e nanna presto.
8 – Abbassare il frigorifero al minimo indispensabile.
9- Usare la lavatrice con parsimonia.
10 –Non usare il rasoio elettrico e/o il phon.
11 – Staccare quando non utilizzati tutti gli apparecchi elettrici che utilizzano trasformatori.
12 – Iniziate ad auto produrre alcuni prodotti per uso famigliare.
13 – spegnete i cellulari e toglietegli la batteria la notte.
14 – Rispettate il codice della strada.
15 – Dimenticatevi di essere dei consumatori e ricordatevi che siamo esseri viventi al pari delle formiche o delle cicale che vivono e bene anche senza i quattrini.

E chi più ne ha più ne faccia!
di gianluca
  

30/05/11

Verde Valsesia!

A parte i collegi di Asigliano Vercellese, Borgovercelli e Roaio , nel Vercellese basso il candidato di centrosinisra ha superato la soglia del 50%.
Caso a parte la Valsesia che è stata quella che ha trascinato il carro del vincitore Vercellotti.
Seppure in calo il Centrodesta è la forza di maggioranza politica in Valsesia.
La Waka Waka fest policy alla fine è ciò che vogliono gli elettori.
W la democrazia!

28/05/11

Ministeri al Nord!

No grazie teneteveli pure a Roma questi elementi!



È inaccettabile se fosse vero!!!

La giunta regionale di LEGA e PDL a nemmeno un anno dall’insediamento incassa il primo avviso di garanzia per tangenti; e per di più nel settore ospedaliero dove il Piemonte, prima dell’arrivo di questi bellimbusti dalla faccia di tolla, con l’ex assessore Artesio, ha saputo ridare dignità alla sanità.
È inutile ora a venire a dire che non è cambiato niente in un anno: è cambiato sì e molto. Gli ospedali sono sempre meno efficienti e quello di Borgosesia è di un’inefficienza completa, non per causa dei lavoratori ma dei non lavoratori. Come ultima cosa oggi arriva la notizia che l’assessore alla Sanità Caterina Ferrero PDL restituisce le deleghe perché gli è stato mandato un avviso di garanzia.
Ora mi domando: ma ce ne vogliamo liberare di questa GENTAGLIA della LEGA e del PDL che da 20 anni ormai stanno facendo solo ed esclusivamente i loro fottutissimi affari?

Domenica avete una grossa opportunità non sprecatela: al ballottaggio NON scegliete il candidato di centrodestra, anche se Carlo Riva Vercellotti è una persona onesta, ma purtroppo rappresenta una parte politica potenzialmente DANNOSA alla provincia.

23/05/11

Ballottaggio VC 2011

Anche per il ballottaggio Valsesia 2009 chiede ai due candidati alla carica di presidente della provincia di Vercelli (Luigi Bobba  e Carlo Riva Vercellotti – in ordine alfabetico) di rispondere a 5 domande per aiutare gli elettori sulla scelta che dovranno fare il 29 e 30 maggio.
Sono interrogativi un po’ provocatori spero non offensivi (almeno questa è la mia intenzione), ma sono quei quesiti a cui gli elettori vorrebbero avere una risposta schietta e voi lelettori ci chiedete di porre loro.

Ringrazio i due candidati per la cortese e squisita disponibilità, l'onore di aver loro ospiti (assai graditi) in questo blog ci riempie di orgoglio.
Pubblico le “interviste“ in ordine di arrivo.

A tutti è concesso il diritto di postare un commento.

Spero di aver fatto a Voi tutti cosa gradita.



Carlo Riva Vercellotti
Candidato Presidente
per PDL e Lega.

1 – Qual è la prima cosa che farà dopo il suo insediamento?
Un piano sul lavoro nei primi 100 giorni incentrato sui tre pilastri: offerta, domanda, difesa dei posti di lavoro.

2 – Sia sincero, con una mano sul cuore e l’altra rivolta al futuro, risponda: a chi si rivolge la sua politica innanzitutto?
La mia politica si rivolge soprattutto alle classi deboli, alle persone con lavoro precario, che non riescono a costruire una famiglia... il lavoro, prima di tutto!

3- Perché un elettore dovrebbe dare la sua preferenza al’ex Assessore alla cultura della Provincia di Vercelli della giunta Masoero, l’ex Presidente arrestato per Concussione?
Perchè io rispondo delle mie azioni, se in politica -a destra e sinistra- se nella società in cui viviamo ci sono dei ladri non per questo sono tutti ladri. Non accetto dunque collegamenti insolenti. Chi ha sbagliato è giusto che paghi. Punto! Ricordi magari ai lettori che io ho abbandonato la giunta Masoero 5 anni fa! E ricordi che nel centro sinistra vercellese ci sono sindaci e consiglieri comunali con avvisi di garanzia. Ricordi anche che ci sono amministratori del centro sinistra condannati per reati di stampo mafioso e che Fassino ha candidato pluricondannati del PCI, PDS e PSI per tangenti.

4- Perché un elettore dovrebbe dare la sua preferenza ad un onorevole del PD che al parlamento ha votato in modo non coerente al suo gruppo di appartenenza?
Io non sono onorevole, non prendo 15 mila euro al mese e voglio fare il presidente a tempo pieno e non part time... il problema che pone invece riguarda il fatto che il PD è profondamente diviso su temi importanti come quelli della famiglia e della vita...

5 – Faccia un appello a quegl’elettori estremi che potrebbero essere suoi sostenitori ma che non hanno alcuna spinta dall’alto per farlo.
Estremi di destra? la mia attenzione al sociale, da sempre dimostrata!
Estremi di sinistra? si chiedano loro perché votare un presidente delle acli con cui hanno un rapporto di fortissimo contrasto su quasi tutti.. Ragazzi dell'estrema sinistra: guardate alle persone che hanno sempre vissuto i problemi veri della gente, stando non nelle stanze romane ma in mezzo alla gente.



Luigi Bobba
Candidato Presidente
per PD - lista civica Vercelli Valsesia - Pensionatie Invalidi – Moderati

1 – Qual è la prima cosa che farà dopo il suo insediamento?
Capire concretamente quali risorse e strumenti ci sono a disposizione per sostenere le imprese che vogliono crescere e inserire giovani al lavoro: non abbiamo tempo da perdere.

2 – Sia sincero, con una mano sul cuore e l’altra rivolta al futuro, risponda: a chi si rivolge la sua politica innanzitutto?
Rispondo con le parole di un'anziana religiosa da sempre impegnata con persone a rischio di emarginazione. In uno dei tanti incontri della campagna elettorale mi ha detto: " Se sarà eletto, tenga nel cuore al primo posto i giovani e i lavoratori"

3- Perché un elettore dovrebbe dare la sua preferenza al’ex Assessore alla cultura della
Non trovo una buona ragione, anche se questo elettore ha idee politiche diverse dalla mie, vorrei ricordargli che ora si vota per un amministratore, per un Presidente della Provincia non per un partito. Si può fidare di me, governerò in modo onesto e trasparente.

4- Perché un elettore dovrebbe dare la sua preferenza ad un onorevole del PD che al parlamento ha votato in modo non coerente al suo gruppo di appartenenza?
Non so a quale provvedimento faccia riferimento; peraltro a mia memoria credo di aver votato in modo difforme dal Gruppo solo su singoli emendamenti, non su un intero provvedimento. Resta comunque che il gruppo parlamentare del PD garantisce nel suo Regolamento libertà di voto su questioni etiche e di coscienza

5 – Faccia un appello a quegl’elettori estremi che potrebbero essere suoi sostenitori ma che non hanno alcuna spinta dall’alto per farlo.
E' ora di cambiare: abbiamo la possibilità' di dare una svolta ad una Provincia da troppo tempo malgovernata e dove sono prevalsi interessi particolari e non quelli di tutti. Non buttiamo via questa occasione

17/05/11

Breve commento sulle ultime elezioni 2011.

È molto rappresentativo per un futuro politico italiano il giudizio degl’elettori milanesi (pre-ballottaggio). Tutti i partiti del centrodestra hanno perso.

A Torino la lega ha perso il 3% rispetto le ultime elezioni: colpevole una politica Regionale poco rappresentativa del presidente Cota.

In Valsesia ci sono molti quattrini e poca materia grigia.

Male l’estrema sinistra, IDV ed il terzo polo.

16/05/11

Exit porc- VC 2011

Dati riferiti ad impressioni raccolte qua e la.

Riva Vercellotti 51%
Bobba 24%
Rossi 18%
Altri 7%

08/05/11

Oratorio 3 – Ministro 0

La sera di Sabato 7 maggio al salone Sterna di Quarona si è svolta la presentazione del candidato alla presidenza della provincia di Vercelli dei candidati della lista di centro destra.

Solo due considerazioni:
1 – La pregiata presenza dell’On. Ministro della Difesa Ignazio La Russa non è bastata a far affluire la gente. Sinceramente pensavo di non trovare posto a sedere invece c’era quasi più gente alle giostre accanto... L’oratorio con la festa della mamma era molto più pieno e sinceramente c’era un clima molto meno ipocrita. L’intervento del Ministro Ignazio La Russa è stata un’arringa difensiva verso il tanto amato Presidente Silvio Berlusconi. Siamo abituato a vederlo in TV: niente di nuovo tranne il maglioncino marroncino smorto come la maggioranza di qui fa parte (anche se Egli s’illude del contrario). Gli altri interventi posso giudicarli così-così; buono invece quello del candidato Carlo Riva Vercellotti educato e piacevole da ascoltare ed con un retrogusto piacevole di sentimentalismo.

2- II centrodestra in Valsesia se non si muove con la Lega è spacciato. Se ci fosse stato il vicesindaco di Borgosesia il teatro sarebbe stato pieno. Il PDL questo lo sa, ed è consapevole anche che la fine è in arrivo in concomitanza con quella del suo massimo rappresentante: il super mai pluriprocessato (come ha ricordato bene il ministro della difesa) Re Silvio Primo di Arcore.
Le spaccature si notano in Valsesia come a livello nazionale: l’incompetenza di alcuni esponenti della lega che occupano posizioni politiche importanti e l’arroganza di altri che impongono forzatamente ruoli a personaggi a loro vicini, si tramuta in disturbo non più celabile dalle personalità politiche del PDL di ben più spessore e professionale e amministrativo riconosciuto e concreto (il sindaco che ospitava la manifestazione ne è un esempio lampante.)

Cosa altro aggiungere: posso solo confermare ciò che ha detto On. Ministro della Difesa Ignazio La Russa: il 60% del popolo votante è spiccatamente di centro destra anche se frammentato. Attenzione a frammentarlo ancora un po’ e si scassa del tutto.

04/05/11


Dall'album: L'IMBECILLE DEL GIORNO
Di Partigiani del Terzo Millennio
MICHELA BIANCOFIORE: "POSSIAMO SENZA DUBBIO DIRE CHE LA MORTE DI BIN LADEN É UN ENORME MIRACOLO DI PAPA WOJITYLA REGALATO AL MONDO NEL GIORNO DELLA SUA BEATIFICAZIONE"

Per Michela Biancofiore l’uccisione di bin Laden può essere letta “come un nuovo enorme miracolo regalato da Giovanni Paolo II al mondo”.

Difficile crederci, ma ha detto proprio così.

Dunque da oggi sappiamo che il Vaticano ha cambiato i dieci comandamenti, è favorevole alla pena di morte e lo è talmente tanto che se non ci si arriva per vie umane allora si scomodano addirittura i santi e i beati.

Un po’ come se Papa Wojtyla avesse detto ai mafiosi, quel giorno: “Convertitevi, e morite”.

28/04/11

E' giunta l'ora!

Ricordatevi che il
15 ed il 16 maggio
si andrà a votare per il presidente della provincia di Vercelli.

Sono  elezioni ANTICIPATE
perché l’ex presidente
Masoero
(PDL – LEGA)
è agl'arresti domiciliari perché ha patteggiato ad una condanna a due anni di reclusione per tre episodi diversi di concussione.

Ricordatevi che la vecchia giunta di centro destra era così composta:
Presidente della Giunta
Renzo Masoero

Assessore Delegato
Gianluca Buonanno (sostituito nel 2009 da Paolo Tiramani)

Assessori Effettivi
Massimo Camandona
Fabrizio Finocchi
Marco Fra
Marco Pasteris
Roberto Saviolo
Massimo Simion
Francesco Zanotti
Presidente Consiglio
Pietro Bondetti
Consiglieri
Gaetano Angelone
Gabriele Bagnasco
Eugenio Bellini
Gilberto Canova
Francesco Carcò
Giovanni Corgnati
Angelo Dago
Arturo Fontanella
Claudio Gianasso
Davide Gilardino
Enrica Longhetti
Maurizio Marangoni
Maria Pia Massa
Marco Michelone
Roberto Nascimbene
Vittorio Petrino
Lorenzo Piccioni
Dario Piola
Carlo Riva Vercellotti
Roberto Rosso
Corrado Rotti
Paolo Tiramani

20/04/11

La nuova INcostituzione.

Depositata dal deputato Topo Gigio una proposta di modifica della Costituzione il primo articolo della costituzione dovrà esser: «Il Parlamento è sovrano su tutti gli altri poteri».
Ed il secondo: «Al Parlamento è dato il potere di sparare minchiate un giorno sì e l’altro pure».
Il terzo verrà sostituito con lo slogan “evviva il bunga-bunga” perché l’attuale: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» è troppo antiquato.
Consiglio vivamente l’OnorevolaCCio Topo Gigio di rileggersi l’intera costituzione, magari può trovare qualche altro articolo da modificare e qualche altro modo per essere mandato vivamente e all’unanimità in quel posto.

17/04/11

Ricetta di Pasqua

Agnello alla Quirra.

Questa è una semplice ricetta ma dal gusto “esplosivo” che necessita di un ingrediente ad oggi purtroppo abbastanza raro: l’agnello a due teste di Quirra. Se l’ingrediente principale non lo si trova si può ovviare trattando una normale agnella gravida con dell’uranio impoverito e aspettare che l’agnellino partorito da essa sia pronto per il macello.
Tagliate l’animale in pezzi grandi quanto un pugno, tenendo da parte le due pregiate teste, e poneteli in una teglia. Cospargete il tutto con del mox e l’asciate reagire per alcuni secondi. A parte in una pentola mettete le due teste e, sempre con del mox, velocemente cuocete.
Adagiate il tutto su di un piatto da portata e irroratelo di acqua marina (possibilmente proveniente dalla zona dell’isolotto di Quirra o dei torrenti Flumini Durci o Flumini Pisale, ma va benissimo anche quella del mare antistante al golfo di Fukushima).
Buon appetito potrebbe essere il vostro ultimo pasto, ma ne valrà assolutamente la pena. Per voi questo ed altro mie cari DISumani.


14/04/11

Che rottura!

A Gattinara la Lega Nord si sta spaccando in due. Nel resto del paese sta solamente rompendo!

11/04/11

Perché anche questa notte devo scappare?

Esco da questo nascondiglio o rimango qui ad aspettare? Fa freddo e c’è poca luce, sono dietro ad un’enorme cassa di legno con incisi dei caratteri cirillici ed una scritta rossa grossa: U.R.S.S.
“Eccolo là!...”
Mi hanno scoperto! Inizio a correre lungo il ponte di questa nave che diventa sempre più lungo, dietro di me uomini neri con magliette svolazzanti con stampata l’effige di un pseudo Che Guevara, m’inseguono, il primo ha una torcia elettrica in mano, il secondo ha una serie di fogli, il terzo ha i pugni chiusi. Non ce la faccio più a correre.
“Ah!” sono in trappola
Davanti a me si materializza uno di loro con la faccia cattiva e sudata. È magro: lo conosco, si, è Omar. Mi fa segno di seguirlo, anch’egli indossa la stessa maglietta degl’altri tre, ma a differenze dei primi, la sua è rossa come la fascia che ha in testa. Mi spinge attraverso una porta basculante e mi ritrovo in una specie di sala da ballo abbastanza affollata. Omar si gira verso di me e mi fa segno di andare verso il centro e poi scompare fra la gente. Gli altri rimangono a fare la guardia alla porta.
“Anche tu qui? Ti hanno scoperto, vero?”
È la mia amica Anna che ridendo mi porge un piatto di fagioli in umido. “Dai che non ci sono le cotiche… Vai dal capitano che ti sta aspettando.” e con un gesto del volto mi fa segno di andare avanti. Attraverso la sala con il piatto in mano tra il mio imbarazzo e la serenità di non essere da solo e soprattutto di non essere più inseguito. Arrivo dal capitano. Mi da le spalle. Ha in testa un buffo cappello da pittore dei primi del novecento francese e una giacca blu scura. Si gira e lo riconosco è colui che è raffigurato nelle magliette: il pseudo Che Guevara ma non riesco a capire chi sia in realtà. Questi fa appena in tempo a porgermi la sua mano per darmi il “Benvenuto a bordo, ti stavamo aspettando” che dalla porta centrale del salone entra un esagitato individuo che parla ad alta voce e si dirige verso il secondo dei miei inseguitori e gli prende di mano uno di quei fogli e sempre con modi affannosi, si dirige verso di noi. La musica in sottofondo (una canzone di Mike Francis insopportabile già venti anni fa) confonde le sue parole. Quando è quasi giunto verso il capitano e me la sua frase, che penso continui a dirla da quando è entrato in scena, è più chiara.
“…è la base che bisogna cambiare… Pitagora non capiva un cazzo!”
Mi giro verso il capitano che dal taschino della giacca prende gli occhiali e l’indossa per cercare di capire meglio le intenzioni dell’esagitato in arrivo, e dallo stesso taschino gli cadde un plettro giallo.
OK, tutto mi è chiaro: il capitano è Enrico (Ernesto) Cassone, e il signore molto agitato è Luigi Zanetta. La nave è l’ideologia di sinistra dalla quale volevo scappare, ma per fortuna i miei amici (molto giovani e alti) mi stavano rincorrendo per riportarmi indietro.

Mi sveglio un po’ agitato. Sono passate solo quattro ore dalla serata dedicata alla sanità in Valsesia svoltasi Venerdì 9  aprile 2011 al salone polifunzionale Sterna di Quarona, e gli effetti si fanno sentire.

La serata è stata aperta, con un pregevole inizio, da Enrico (Ernesto) Cassone che ha fatto un po’ il punto della situazione del lavoro svolto dalla federazione delle Sinistre (uso un termine che non mi piace ma che va di moda ultimamente) in questi anni di presenza sul territorio e dei progetti per il futuro prossimo. Segue un’introduzione un po’ varia ed eventuale del consigliere di minoranza del comune che ospitava l’evento: Minaroli, che ha toccato sia il tema della serata stessa che temi di politica nazionale dando lo spunto all’intervento MAIUSCOLO dell’ex (purtroppo) assessore alla sanità della Regione Piemonte Eleonora Artesio.

Tra tutto ciò che ha detto Artesio, mi ha fatto piacere trovare in essa lo stesso sentimento di disgusto che io provo quando la sanità (ed anche altri servizi socialmente indispensabili) vengono letti e gestiti come atti stolti da una SEMPLICE industria. La semplificazione alla serializzazione di azioni che coinvolgono le persone è pura e vera idiozia.
L’azienda sanitaria è come dire l’azienda famiglia, l’azienda sentimento, l’azienda fratelli… Eppure purtroppo è così…
Ma ritornando alla serata. Artesio ha spiegato i motivi per i quali il Piemonte ha dovuto sottoscrivere un piano di rientro per il bilancio sanitario con lo stato, per un debito fatto dall’amministrazione Ghigo (pre- Bresso). Ha reso noto che il bilancio per la sanità per il prossimo anno è stato notevolmente ridotto, e che per rientrare nello stesso verranno bloccate le assunzioni, le ore di degenza, la qualità e la quantità dei materiali, le ore e le assistenze post ricoveri. Verranno inoltre raggruppati una serie di ex ospedali (perché ora si chiamano aziende ospedaliere) in gruppi detti CLUSTER ed i dirigenti di questi potranno comprare e vendere servizi sanitari come se fosse azionariato di mercato. Cioè se a Borgosesia si nota un aumento di casi Legaiolomia acuta, il dirigente del Cluster potrà decidere di aprire un reparto per la cura della Lega all’ospedale di Borgosesia, e spostare - per assurdo-  la pediatria a Novara. Mah!
L’ex (purtroppo) assessore è stata competente e MOLTO chiara: si capisce chiaramente che il suo ex lavoro (come ha ben detto Minaroli nel suo intervento) lo ha svolto con passione, rigore e sentimento. Si sentimento, perché lei è una donna, anzi una donna di sinistra e loro le cose le fanno meglio, non c’è niente da fare!
Artesio, a parte le battute, ha saputo trasmettere in modo chiaro gli scenari che si potranno avere in Valsesia sul piano sanitario.

La serata poi è proseguita con il dibattito. Il primo ad intervenire è stato il candidato presidente per la provincia di Vercelli per la lista Italia dei Valori, e Sinistre tutte, l’Ing. Carlo Rossi: no comment.
Anna Urban (anche lei signora di sinistra…) ha fatto alcune precisazioni e una domanda molto pertinente sulla distribuzione dei farmaci a cui è seguita una risposta molto tecnica ed esaustiva della sua collega di sesso. L’ex sindaco di Varallo anch’egli ha rincarato la dose sulla cattiva gestione della sanità in Valsesia e ha sottolineato che per l’acquisto dei materiali si dovrà seguire la regola non più il prodotto migliore, ma quello a meno costo.
Dopo l’entrata in scena del compagno Luigi Zanetta (che anche se ci fosse stato a capo del governo centrale Stalin e l’Italia si fosse chiamata Repubblica Socialista delle Regioni Comuniste Sociali di Sinistra Estrema Italiana, non sarebbe ancora contento), Gino Corradini ha guadagnato la quarta sedia vuota sul palco (non mollandola più fino alla fine) e ha polemizzato (nel contesto – ingiustamente- ma fuori contesto io sono parzialmente d’accordo con lui) con la Signora della Sinistra Valsesiana Anna Urban.
Enrico (Ernesto) Cassone ha chiuso la serata con i ringraziamenti di rito e i gruppetti di pubblico accorso hanno pian piano lasciato vuoto lo Sterna. Mentre Fuori Anna e Gino (di rosso in-vestito) hanno continuato a litigare.

Considerazioni finali.
1 – Sono orgoglioso e fiero di avere avuto un’aeessorA come Eleonora Artesio. Spero che il suo impegno e la sua competenza vengano in futuro meglio sfruttati.
2 – La sinistra c’è indubbiamente, ma purtroppo no piace, in Valsesia come nel resto d’Italia, c’è poco da fare, non saprei quale cura consigliare. Anzi no una ve la posso suggerire: per le prossime elezioni politiche 2012 la donna giusta potrebbe essere Concita De Gregorio Candidata unica per SeL, IDV, Grillini e Rifondazione con l’appoggio esterno del PD.
3- Ci vogliono più dibattiti e riunioni come queste per rendere viva la politica locale, sempre nel rispetto dell’agenda del compagno Luigi Zanetta.

Scusate la lunga e bacchettina introduzione, ma se non Vi è piaciuta e se foste stati presenti anche Voi alla serata, allora fatelo Voi un riassunto ben fatto: io per quanto percepito di più non so fare.
Oreste Sannu 

15/03/11

5 piccoli aiuti per evitare di costruite una centrale nucleare.


1 – Spegnere tutte le illuminazioni quando non servono.
2 – Limitate l’aria condizionata d’estate utilizzando indumenti leggeri  e il calore delle caldaie d’inverno utilizzando indumenti pesanti (i carburanti fossili risparmiati possono essere utilizzati per produrre corrente).
3 – Almeno un giorno alla settimana non utilizzare l’automobile (i carburanti fossili risparmiati possono essere utilizzati per produrre corrente).
4-  Se possibile non utilizzare ascensori o altri accessori che utilizzano l’elettricità per muoversi.

5 – Limita il consumo di carne e di alimenti che non sono stagionali.

 

Ce ne sono molto altri,  ma soprattutto ricorda:

 

vota Si al Referedum su contro il nucleare!

07/03/11

8 marzo 2011

8/3

La bellezza è femminile
la cultura è femminile
la libertà è femminile

Sono femminili la gioia
la pace, l'esistenza
e la speranza

Sono femminili l'aria
l'acqua, la luce
e la terra

La sobrietà, l'anima 
e la voglia di vita

La rivoluzione è femminile
la lotta è femminile
la vittoria è femminile

Notte scura,
buia e cupa

Voglia grande,
immensa e impagabile.

Madre

Salvezza

Sincerità

E' femminile la musica.
E' femminile la tristezza
E' femminile l'ispirazione

Tutto ciò che e passione 
è femminile
Tutto ciò che da vita 
è femminile
Tutto ciò che è vita
e femminile.

Carlos Sdrinch