22/09/10

Fungiat!


Nei pressi del bosco che costeggia una frazione bassa di Grignasco (per ovvi motivi non indico la zona esatta) è stato colto un raro esemplare di Boletus Padanus Magnum, comunemente chiamato Porcino leghista. Come si può notare, dall’esplicativa vignetta, trattasi di un fungo molto strano e dall’aspetto variopinto. Il corpo è abbastanza paffuto e grosso mentre la testa (o cappella) è di minuscola fattura ed estrema fragilità, perché essa all’interno è vuota. Questo esemplare raggiunge circa gli 8 etti e, stranamente da come normalmente si trova nelle montagne del bresciano (zona molto ricca di questo esemplare), esso non ha nessun altro esemplare vicino. La natura a volte gioca scherzi strani!
Il Boletus Padanus Magnum è facile da individuare perché esso non sprigiona il classico profumo di fungo, ma un aroma di luppolo fermentato molto simile alla birra. Nei pressi dello stesso poi, si possono trovare segni inconfondibili della presenza del prezioso boletus: cerchi con divisioni a strani spicchi. Questo è l’effetto che provocano le spore cadendo nel suolo.
Il porcino leghista è commestibile e gli antichi popoli padani ne erano molto ghiotti. Un piatto tipico cucinato ai tempi di Federico Barbarossa era il “Purcin alla semula”: un preparato molto particolare di funghi e cous-cous.
Samuel Romx (il più grande tra i cuochi europei) invece, prepara il fungo crudo tagliato a fette sottili servito in una salsa verde alla menta e salvia e olio di ricino, e lo offre ai francesi scappati di casa.
Se sarete fortunati anche Voi domani potrete dire: "Anch’io ho trovato il porco leghista!". Pardon: "Il Porcino Leghista".

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